...fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.
Dante Alighieri


Le seguenti norme sono quelle del Gessoji Dojo di Tokyo. Immediatamente fruibili in un contesto culturale ben preciso, vanno intese cum grano salis, evitando quelle bizzarre forme di rigidità che mal si addicono al buon senso italico. In particolare (vedi num. 14), si tranquillizzino i graditi ospiti: se non una poltrona, troveranno sicuramente una comoda sedia!
Di fatto il Fondatore si sorprese molto quando per esigenze pratiche gli venne chiesto di indicare norme di comportamento idonee da tenere nel Dojo. D'altra parte i suoi primi allievi furono membri della famiglia dell'Imperatore, alte cariche politiche, militari e della finanza giapponese del tempo. Sicuramente il nipote dell'Imperatore non aveva bisogno di imparare le norme dell'etichetta e della buona educazione!
E' opportuno ricordare che la Via dell'Aiki fu inizialmente riservata ad una ristrettissima cerchia di persone che necessitavano di solide raccomandazioni per accedere alla pratica. Fu suo figlio, il primo doshu Kisshomaru Ueshiba ad inizare l'opera di volgarizzazione, curandone la diffusione e lo sviluppo a livello internazionale.

Regole del Dojo

Norme generali di etichetta, regole da osservare sul tatami



[2] L'unico collo che vogliamo tagliare è quello del nemico interiore: “La vera vittoria è la vittoria su se stessi”