l’aikido

Il fondatore dell’aikido Ueshiba Morihei. uke: Tada Hiroshi Sensei

 

Quando il volo dell’esistenza terrena di un uomo lascia una traccia come l’aikido, capace di accendere i cuori e di unire le forze di persone provenienti da culture e luoghi molto diversi, esso diventa punto di riferimento e dono spirituale per l’umanità. Fiorisce l’albero dai molti rami ma con un tronco solo e radici che affondano lontane nel tempo e nella profondità di valori spirituali universalmente validi. Ma da solo quel seme non avrebbe mai potuto dare un tale frutto. E così grazie ad una vita dedicata allo sviluppo e al continuo forgiare e forgiarsi della pratica, i suoi allievi diretti formando gruppi ognuno con la propria storia fatta di tentativi e di passione, tengono viva e vibrante una pratica di tipo tradizionale per l’uomo moderno.
Da un punto di vista esteriore, l’aikido si presenta come un’arte marziale dai caratteristici movimenti sferici potenti e dinamici, che mirano a neutralizzare l’attacco senza inutile opposizione o violenza. Il vissuto interiore del praticante di aikido è per molti versi simile a quello dello Yoga; di fatto “Aiki” e la radice sanscrita “Yug” si riferiscono alla stessa tensione verso l’unione con l’Assoluto. Durante la pratica ci si trova immersi in un vero e proprio sistema di meditazione, dove lo studio della relazione con l’altro e di se stessi avvengono contemporaneamente e sui tre piani, fisico, mentale e spirituale. Per questo motivo l’Aikido è uno straordinario strumento di ricerca personale che completa ed arricchisce in maniera naturale percorsi di consapevolezza e forme di arte di matrice sia occidentale che orientale. Il grado di intensità e di profondità della pratica si amplia col tempo, così da poter assimilare questo percorso ad un viaggio, ad una avventura dello spirito. L’aikido ci aiuta a mettere a punto il veicolo (noi stessi) e ci dà indicazioni utili su come utilizzarlo al meglio per vivere il quotidiano attenti senza essere tesi, forti senza essere violenti, imparando gradualmente a svincolarci da reazioni comportamentali dettate da automatismi, verso il riappropriarsi di un agire, semplicemente libero.