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Il Banyuaiki Dojo propone dal 2005 corsi di aikido per adulti ragazzi e bambini.
La forte connessione con il Gessoji Dojo di Tokyo del Maestro Tada Hiroshi ne caratterizza sia il sistema di apprendimento che la direzione verso la quale tende l’allenamento.

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Tada Hiroshi Shihan

Tada Juku

Il Tada Juku (多田塾) è l’insegnamento, il sistema di allenamento del Maestro Tada Hiroshi IX Dan, allievo diretto del Fondatore, Direttore Didattico dell’Associazione di Cultura Tradizionale Giapponese – Aikikai d’Italia, membro del Consiglio Superiore della Federazione Internazionale di Aikido, Istruttore dell’Hombu Dojo dell’Aikikai del Giappone e Istruttore Responsabile dei corsi di aikido presso l’Università di Waseda e l’Università di Tokyo (Kiren Kai) e di altri dojo affiliati all’Aikido Tada Juku.

Il Dojo del Maestro Tada è il Gessoji Dojo e si trova a Tokyo. I suoni e i colori caotici della Tokyo moderna lambiscono le soglie di questo tempio, vera e propria isola senza tempo.

Possiamo sintetizzare la direzione verso la quale tende la pratica nel conseguimento di una condizione di libertà, equilibrio e conoscenza interiore, frutto di profondo e incessante allenamento con strumenti idonei per perseguire nella direzione che autonomamente si è scelta. Questa condizione, questo stato interiore viene definito “Anjodaza” o Zen in movimento, o retta attitudine di meditazione. L’insegnamento di Tada Sensei è essenzialmente frutto dei seguenti influssi principali: O-Sensei, Tempu Nakamura Sensei, Yamaoka Tesshu ovvero l’Ichikukai, e la sua personale tradizione familiare. Queste correnti confluiscono nel Tada Juku, sistema di allenamento in continua evoluzione, che nell’arco di 50 anni vede l’affinamento con sempre maggiore profondità e intensità di quei principi base sui quali si lavora durante i raduni.

Aikido Banyuaiki Dojo Roma
合気道万有合気道場ローマ

banyuaiki_dojo

Il sistema di allenamento del Banyuaiki Dojo è quello del Gessoji Dojo, e si può suddividere in tre parti: il kokyuho, la pratica delle tecniche e l’allenamento alla percezione del ki. Il kokyuho corrisponde ad una determinata parte del Raja Yoga, il pranayama. Si tratta di imparare ad equilibrare il Ki con il respiro. Come nella respirazione biologica l’ossigeno entra nel sangue, nel kokyuho si impara ad attingere dall’energia cosmica che tutto pervade (Ki) per “ricaricare” il sistema nervoso sviluppandone la forza e sensibilità. Per aumentare le diverse capacità insite in noi c’è bisogno di un certo tipo di forza strettamente legato alla competenza nell’utilizzo di corpo mente e spirito. Ecco perché si lavora contemporaneamente su materia, energia e psiche. Il kokyuho o pranayama è il tramite, il ponte, un espediente fondamentale mediante il quale noi mettiamo a punto il veicolo essere umano.

Questa attitudine che potremmo chiamare di tipo meditativo, prosegue nella pratica delle tecniche. Tada Sensei ci ricorda sempre che le tecniche nell’aikido sono parte integrante di una tensione all’unione con l’Assoluto, e quindi si elevano, senza negarlo, dal mondo del dualismo “relativo” (attacco/difesa, vittoria/sconfitta) ovvero il mondo dell’opposizione, dello scontro. Il vero Budo non crea avversario. L’aikido è un’arte marziale assoluta. Sia il sistema di allenamento che la direzione sono completamente diversi dagli sport o dalle discipline competitive. Naturalmente, non è un problema di cosa sia meglio cosa peggio. Dipende da ciò che la persona cerca.

Volendo semplificare, si può dire che i principi sui quali si lavora sul tatami sono di uscire dalla linea di attacco, di controllo dinamico della stessa e di conquista del centro, con conseguente squilibrio dell’aite. Il tutto preservando il nostro “centro” fisico in termini di equilibrio e stabilità ma soprattutto psichico, in termini di neutralità e non attaccamento alle emozioni cosiddette “negative” che inevitabilmente possono affiorare. I caratteristici movimenti dell’aikido sviluppano in modo naturale nel praticante uno stato attento e rilassato in un corpo tonico ma non teso.

Infine, vi è il Ki no kanno no kunren, l’allenamento alle percezione del Ki, che fa parte della pratica del Kinorenma.

“Aiki” è la condizione dalla quale partire per creare liberamente. Di lì la reale possibilita di sperimentare, di vivere lo yushutsu, lo sgorgare spontaneo e naturale dei waza come acqua dalla sorgente. E da lì la possibilità di vivere il momento, l’istante creativo, ad ogni respiro, in ogni cosa.

L’Associazione Culturale AIKIDO BANYUAIKI DOJO ROMA è affiliata all’Associazione di Cultura Tradizionale Giapponese AIKIKAI D’ITALIA.